Avvicinare una conchiglia all’orecchio dà l’illusione di ascoltare il mare, ma la spiegazione è tutta scientifica e sorprendente.
Contrariamente a quanto si crede, il rumore che sentiamo nella conchiglia non proviene dal mare e non è un ricordo “intrappolato” al suo interno. In realtà, la conchiglia funziona come una sorta di cassa di risonanza.

Quando la avviciniamo all’orecchio, la sua forma curva amplifica i suoni ambientali presenti intorno a noi: voci, fruscii, vento e perfino il nostro stesso respiro. Questi rumori, riflettendosi all’interno della cavità, vengono rielaborati e restituiti sotto forma di un suono continuo e ovattato, molto simile allo sciabordio delle onde.
Perché il suono ricorda proprio il mare
Il motivo per cui associamo quel rumore al mare è legato sia alla struttura della conchiglia sia al nostro cervello. Le frequenze sonore che vengono amplificate sono soprattutto quelle basse e costanti, tipiche dei suoni naturali come vento e acqua.
Il cervello, abituato a collegare quel tipo di rumore all’esperienza marina, interpreta automaticamente il suono come quello delle onde dell’oceano. È quindi una combinazione di fenomeno fisico e percezione psicologica, che trasforma un semplice rumore ambientale in un’esperienza suggestiva.





