Consumo degli elettrodomestici in standby: quanto incidono davvero sulla bolletta

Televisori, decoder e piccoli elettrodomestici continuano a consumare energia anche da spenti. Ecco perché lo standby pesa sui costi domestici e come ridurre gli sprechi in modo semplice ed efficace.

Lasciare gli elettrodomestici in standby è un’abitudine molto diffusa, spesso sottovalutata. In realtà, anche quando sembrano spenti, molti dispositivi continuano ad assorbire energia elettrica, contribuendo ad aumentare i consumi e, di conseguenza, la bolletta.

Consumo degli elettrodomestici in standby: quanto incidono davvero sulla bolletta
TV – Nitter.it

Cos’è il consumo in standby e quali dispositivi sono coinvolti

Il consumo in standby si verifica quando un apparecchio elettrico non è completamente spento, ma resta in una modalità di attesa pronta all’uso. Questo accade, ad esempio, con televisori, decoder, modem, computer, console di gioco, stampanti e caricabatterie lasciati inseriti nella presa.

Anche se il singolo dispositivo consuma poca energia, la somma di più apparecchi collegati 24 ore su 24 può incidere in modo significativo sui consumi annuali. In una casa media, lo standby può rappresentare una quota non trascurabile dell’energia utilizzata, spesso senza che ce ne si renda conto.

Come ridurre i consumi nascosti e risparmiare energia

Ridurre il consumo in standby è possibile con piccoli accorgimenti quotidiani. Il primo passo è spegnere completamente gli elettrodomestici quando non sono in uso, evitando di lasciarli in modalità stand-by tramite il telecomando.

Un’altra soluzione efficace è l’utilizzo di ciabatte con interruttore, che permettono di scollegare più dispositivi contemporaneamente con un solo gesto. Inoltre, scegliere elettrodomestici di nuova generazione ad alta efficienza energetica aiuta a limitare i consumi anche nelle fasi di inattività.

Prestare attenzione ai consumi nascosti non solo consente di risparmiare sulla bolletta, ma contribuisce anche a ridurre gli sprechi energetici e l’impatto ambientale. Un piccolo cambiamento nelle abitudini può fare una grande differenza nel lungo periodo.

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